esistono alimentatori che durano dieci anni con un rendimento del cinquanta per cento. sono affidabili: non si rompono. semplicemente, per ogni watt che consegnano allo schermo ne prendono due dalla rete — e l'altro lo trasformano in calore dentro il cabinet. si risparmia all'acquisto, e si paga in corrente ogni giorno per dieci anni.
Che rendimento deve avere l'alimentatore di un ledwall?
Il rendimento di un alimentatore switching per ledwall deve attestarsi tra l'88% e il 92% al carico di lavoro operativo (compreso tra il 50% e il 75% della potenza nominale). Un rendimento elevato garantisce due vantaggi imprescindibili:
- Risparmio economico diretto in bolletta: Rispetto a un alimentatore economico con rendimento del 50–60%, un'unità ad alta efficienza all'88% fa risparmiare fino a 2.500–3.900 € all'anno di energia elettrica su un impianto pubblicitario da 3 kW operante 12 ore al giorno.
- Salute termica dei componenti interni: L'energia non convertita in luce diventa calore dissipato nel cabinet. Meno watt sprecati significa temperature interne inferiori di 15–20 °C, scongiurando il precoce degrado di colore dei LED e delle schede elettroniche.
il conto, per esteso
prendiamo un impianto che assorbe 3 kW utili e resta acceso dodici ore al giorno — un'affissione pubblicitaria tipica. confrontiamo due alimentatori: uno con rendimento 88%, uno con rendimento 50%.
quasi quattromila euro l'anno di sola energia, a parità di luce sullo schermo. più di quanto costi l'alimentatore stesso, e non una volta: ogni anno, per tutta la vita dell'impianto. il risparmio iniziale si consuma nei primi mesi, e da lì in poi si paga soltanto.
il fattore di potenza: dove si esagera in entrambe le direzioni
il secondo numero è il fattore di potenza (PF), e su questo circolano due affermazioni opposte, entrambe sbagliate.
«un PF basso raddoppia la bolletta» — falso. il fattore di potenza non cambia i kWh attivi, che sono quelli fatturati sull'energia consumata.
«il PF non conta» — altrettanto falso. quello che cambia è la corrente che passa nei cavi a parità di potenza utile: con un PF di 0,5 la stessa potenza viaggia con il doppio della corrente. significa cavi di sezione maggiore, più perdite in linea, più calore nelle canaline — e, su un contratto business, il rischio concreto di penali per l'energia reattiva, che compaiono in fattura come voce separata.
perché la marca non basta: sono dati della SERIE
questo è il punto che rende inutili quasi tutte le offerte che si leggono. «alimentatore MeanWell» non è un'informazione: ogni costruttore di alimentatori, anche il più noto, ha serie eccellenti e serie economiche. la stessa marca copre rendimenti che vanno dall'ottimo allo scadente, e la differenza fra le sue serie è più grande della differenza fra un marchio e l'altro.
le tre domande da fare, e come si leggono le risposte
- marca e serie, non solo il marchio. la risposta accettabile è marchio + serie + datasheet allegato.
- rendimento al carico reale dell'impianto, non al 100% del carico. gli alimentatori hanno la curva di rendimento migliore intorno al 50-75% del carico nominale: un dato preso al punto giusto della curva vale, uno preso al punto migliore per il venditore no.
- fattore di potenza nelle stesse condizioni.
se le risposte non arrivano, l'informazione c'è lo stesso: significa che chi propone l'impianto non sa quale serie sta montando, e allora non può nemmeno garantirne il comportamento. non è una colpa grave — è la ragione per cui, sul primo lotto di un fornitore nuovo, l'assorbimento reale lo misuriamo noi al ricevimento, a contenuto noto, e lo confrontiamo con quello che era stato dichiarato all'ordine.
dove sta questa scelta, nell'ordine delle cose
l'alimentatore è il quinto dei sei anelli di un ledwall: prima vengono il chip LED, il driver, il circuito stampato e i cablaggi; dopo, soltanto, il passo e la luminanza. la catena completa è in il passo è l'ultima cosa che si sceglie.
ed è anche l'anello che decide come si comporta l'impianto elettrico: sono gli stessi alimentatori a produrre la corrente di spunto che fa scattare il magnetotermico all'accensione e le dispersioni che fanno intervenire il differenziale senza guasto — il dimensionamento del quadro parte da qui.
ed è l'anello dove risparmiare costa di più: sugli altri cinque un componente scadente si paga in affidabilità, qui si paga in bolletta — con una fattura che arriva ogni due mesi e che nessuno collega più, dopo un anno, alla scelta fatta in fase di acquisto.
Domande frequenti
01Che rendimento deve avere l'alimentatore di un ledwall?
02Cos'è il fattore di potenza (PFC) in un alimentatore per maxischermi?
03Perché la sola marca dell'alimentatore non è una garanzia sufficiente?
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